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Il paziente inglese, il capolavoro di Michael Ondaatje

“Incontravamo fiumi di tribù desertiche, gli esseri umani più belli che abbia visto in vita mia.

Eravamo tedeschi, inglesi, ungheresi, africani, nomi che per loro non avevano alcun significato.

A poco a poco siamo diventati gente senza nazione, sono giunto a odiare le nazioni.

Siamo deformati dalle nazioni-stato.

Madox è morto proprio a causa delle nazioni”

IL LIBRO

Sul finire del secondo conflitto mondiale, tre uomini e una donna si rifugiano in una villa semidevastata sulle colline di Firenze. In una stanza del piano superiore giace, gravemente ustionato in un incidente d'aereo, premurosamente accudito dall'infermiera Hana, il misterioso «paziente inglese». Dai suoi racconti allucinati dalla morfina riemergono l'amore travolgente per Katharine e le avventurose peregrinazioni nel deserto. Intorno alla sua convalescenza s'intrecciano le vicende degli altri abitatori della villa: Hanam Caravaggio, un ladro che lavora per i servizi segreti, e Kip, un sikh, abile artificiere. La memoria, i miti e le leggende personali dei quattro protagonisti, lacerati e turbati dall'esperienza della guerra, ripercorrono la storia di un'epoca, e ci permettono di giudicarla. Ma Il paziente inglese, con il quale Ondaatje ha vinto il Booker Prize nel 1993, è soprattutto una grande storia d'amore, un sogno emozionante, animato da una trascinante tensione lirica, ambientato in un fragile Eden, troppo vicino all'Apocalisse. Narra l'amore per una donna, ma anche l'amore per il deserto. È una vicenda ricca di mistero, un mosaico di esperienze e di sguardi sul modo, raccontata con la libertà dei sogni, e altrettanto intensa e coinvolgente.

L'AUTORE

Michael Ondaatje nasce a Colombo, a Ceylon (oggi Sri Lanka) nel 1943, da una famiglia di origini olandesi. Dopo gli studi in Inghilterra, si trasferisce in Canada. Negli anni sessanta del Novecento, il Canada sta attraversando un periodo di grande trasformazione economica e demografica, sulla spinta dell'imponente flusso migratorio esterno, i cui effetti ricadono anche nella vita sociale, politica e culturale del paese, avviato verso il multiculturalismo. Lo stesso Ondaatje sperimenta nel corso della sua vita culture diverse: quella del paese natale, lo Sri Lanka, nel quale trascorre la sua infanzia, come membro di una famiglia benestante della società coloniale ceylonese; quella britannica: a Londra vive la sua adolescenza; quella canadese, il paese in cui si afferma come scrittore. Tra le sue opere più importanti, oltre a Il paziente inglese(1992) da cui è stato tratto un film vincitore di 9 Premi Oscar e grazie al quale è stato insignito nel 2018 del Golden Man Booker Prize come miglior opera narrativa degli ultimi cinquant'anni, ha pubblicato Nella pelle del leone(1990), Buddy Bolden's Blues(1995), Aria di famiglia(1997), Lo spettro di Anil(2000), L'ora prima dell'alba(2012) e Luci di guerra(2019). Attualmente vive a Toronto e insegna alla New York University.


‘’Quando moriamo conteniamo una ricchezza di amanti e di tribù, di sapori che abbiamo inghiottito,

di corpi in cui ci siamo immersi e abbiamo nuotato, come in fiumi di saggezza,

di personaggi su cui ci siamo arrampicati come su alberi, di paure in cui ci siamo nascosti come dentro caverne.

Spero che tutto ciò sia segnato sul mio corpo quando sarò morto.

Credo in questa cartografia, nell'essere segnati dalla natura,

non soltanto per darci un nome su una carta geografica, come i nomi dei ricchi sugli edifici.

Siamo storie comuni, libri comuni.

Non siamo posseduti o monogami per nostro gusto o esperienza.

Tutto ciò che desideravo era camminare su una terra che non aveva carte geografiche’’

Il paziente inglese è un romanzo di riflessione sul tema della memoria e dell’identità. Il misterioso ustionato che ricorda in maniera progressivamente più nitida i frammenti del proprio passato, simboleggia lo spirito della cultura occidentale, talmente sconvolto dall’orrore e dall’abominio della guerra da non essere più in grado di ricordare le proprie radici. Il paziente, che narrerà i propri splendidi anni di giovinezza nel deserto, da ricercatore e da esploratore, racconterà la nuova società che si andava formando e il suo clandestino amore per Katharine, sposa di un membro del gruppo. La nascita e la dolorosa fine della loro vicenda sentimentale, rappresenta il drammatico epilogo di un momento che ha cambiato la storia. Il concetto di nazione non coincide più con quello di identità e il paziente inglese, distrutto nel corpo e nell’anima, non si riconosce in nessuno dei nuovi confini geografici e politici disegnati dall’uomo. Il suo unico e ultimo desiderio è quello di poter camminare con il suo amore e la sua identità perduta, in un luogo in cui non esiste il limite dello spazio o del nome, ma semplicemente la memoria di essere uomini.

‘’Il deserto non poteva essere rivendicato o posseduto,

era un pezzo di stoffa trasportato dai venti,

mai trattenuto dalle pietre.

Gli erano stati dati centinaia di nomi mutevoli’’

Gli accadimenti narrati nel libro, si svolgono tra le dune del deserto libico e la campagna fiorentina, dove il misterioso Conte Laszlo, accompagnato solo dalle Storie di Erodoto e dalle sue annotazioni, ripercorre la sua incredibile storia. Questa porzione di deserto al confine tra Egitto e Libia, ospita il Gilf Kebir, la “grande barriera”, un altopiano arenario contraddistinto dalla presenza di dipinti ed incisioni rupestri. Nel film tratto dal romanzo Il paziente inglese, si vede una delle grotte più maestose della regione, la Caverna dei Nuotatori che, proprio a causa delle riprese, subì consistenti danni.

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