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Dover, svelato il segreto delle bianche scogliere

DOVER - REGNO UNITO

Dover, contea del Kent. A meno di due ore da Londra, si trovano le leggendarie bianche scogliere di Dover, un'icona dell'Inghilterra che per secoli ha ispirato poeti e scrittori di tutto il mondo. Affacciate sul Canale della Manica, le scogliere raggiungono nei punti di maggiore altezza i 110 metri e si estendono per 16 km a est ed ovest della città. Per raggiungerle è necessario costeggiare la trafficatissima zona portuale di Dover ed arrampicarsi lungo le ripide scalinate che portano al National Trust The White Cliffs of Dover. Qui si trova un banco informazioni ed un punto ristoro in cui poter chiedere le mappe dei percorsi e godersi la prima vista sul Canale della Manica che in questo tratto è largo appena 33 km. 

Le bianche scogliere di Dover
Le bianche scogliere di Dover

Abbandonato il caotico porto, inizia una gradevole passeggiata nel silenzio assoluto. Il bianco delle scogliere, se baciato dal sole, è impressionante. Fate attenzione però a cercare bene le immagini prima di partire, perché molto spesso le meravigliose Seven Sisters del Sussex vengono vendute come le scogliere di Dover. Anche se geologicamente simili, le scogliere del Parco Nazionale di South Downs offrono un paesaggio incontaminato, molto differente da quello di Dover, dato il massiccio traffico marittimo verso la vicinissima Francia. Detto questo, le bianche scogliere di Dover restano un must per le gite brevi da Londra. In molti hanno avanzato teorie sul candore di queste scogliere composte di gesso morbido striato di selce nera e costituito da frammenti di conchiglie e piccoli organismi marini. 

Le bianche scogliere di Dover
Le bianche scogliere di Dover

Un recente e rivoluzionario studio, pubblicato su Earth and Planetary Science Letters, ha rivelato qualcosa di inaspettato ed incredibile. Se fino a quel momento si era pensato che il fascino delle scogliere risiedesse nel colore bianco, la scoperta del team di ricercatori dell’Imperial College London ha rivelato che in realtà l’elemento più prezioso era custodito all’interno delle scogliere stesse. Nell'imponente formazione di gesso e calcare sono state, infatti, scoperte tracce di polvere cosmica fossilizzata. L’importanza di questa sorprendente scoperta sta nel fatto che tale polvere potrebbe fornire nuove indicazioni sulle caratteristiche del Sistema Solare primordiale e sull’individuazione della posizione degli asteroidi ricchi di acqua

Le bianche scogliere di Dover
Le bianche scogliere di Dover

Il responsabile dello studio Martin Suttle ha affermato che «le scogliere di Dover sono una importante fonte di informazioni geologiche. Hanno già aiutato a capire i cambiamenti climatici e le trasformazioni morfologiche avvenute in un lontano passato del nostro pianeta, grazie ai fossili che inglobavano. L’aver scoperto, adesso, polvere cosmica permetterà di comprendere quello che stava avvenendo nello Spazio in contemporanea a grandi sconvolgimenti sulla Terra».Il team dell’Imperial College, durante le prima fasi d’analisi, ha fatto riferimento ad una ricerca recente, grazie alla quale si è riusciti a determinare il tenore di argilla della polvere cosmica. Le argille si formano solo dove c’è acqua e il poter determinare la presenza o l'assenza di acqua nel pulviscolo, permetterà di capire se nel passato gli asteroidi da cui potrebbe provenire la polvere di Dover erano ricchi di acqua. Se questo fosse accertato, in futuro gli asteroidi potrebbero persino diventare una sorta di stazione di rifornimento per gli astronauti, dove approvvigionarsi di acqua e, da questa, di ossigeno da usare per i respiratori e per i combustibili. 

Le bianche scogliere di Dover
Le bianche scogliere di Dover

La polvere di stelle delle scogliere di Dover risalirebbe a circa 2,7 miliardi di anni fa, ben celata e conservata dal materiale fossilizzato. Grazie a questa scoperta, le leggendarie bianche scogliere di Dover hanno aggiunto al loro già noto fascino, una nota scientifica molto utile sia per scoprire il passato remoto del Sistema Solare, sia per dare la possibilità alle future generazioni di astronauti di avere stazioni in cui rifornirsi di acqua ed ossigeno. La natura non smette mai di stupire e in alcuni casi, come in questo, anche la mente umana riesce a compiere imprese che appaiono impossibili.

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