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Burj Khalifa: il grattacielo dei record

“La parola impossibile non è nel dizionario dei leaders.

Non importa quanto siano grandi le sfide, una forte fede, determinazione e risolutezza le supereranno” 

Sua Altezza Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum

Questa frase è l’emblema di Dubai, una città in cui le sfide sono all’ordine del giorno. Dal Burj Al Arab, uno degli hotel a 7 stelle più lussuosi del globo, alla pista da sci del Mall of Emirates, Dubai non fallisce e riesce a superare ogni missione impossibile. Capitale di uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, Dubai fino a non molto tempo fa era una distesa di terra desolata. Negli ultimi decenni, sono stati eretti centinaia di grattacieli, hotels, malls, ristoranti e addirittura è stata costruita nel Golfo Persico una gigantesca palma artificiale, Palm Jumeirah, utilizzando 37 milioni di metri cubi di sabbia (con la stessa quantità si riempirebbe due volte e mezza l’Empire State Building). Lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum è stato il vero propulsore e il forte sostenitore dell’espansione urbana, seguita dall’inevitabile sviluppo economico e turistico. A lui e al suo staff d’ingegneri e tecnici provenienti da tutto il mondo, si deve la costruzione del Burj Khalifa, il grattacielo che con i suoi 828 metri d’altezza e 163 piani è l’edificio più alto del mondo (sarà a breve superato dai 1007 metri della Kingdom Tower di Jeddah, Arabia Saudita). Il Burj Khalifa è l’espressione massima di come a Dubai la parola “impossibile” sia priva di significato: costruito in soli quattro anni (2005-2009) con un investimento da un miliardo e mezzo di dollari e inaugurato nel 2010 dallo Sceicco in persona con uno spettacolo pirotecnico di ben 10.000 fuochi artificiali collocati sulle pareti esterne da alpinisti francesi, ha impiegato circa 12.000 lavoratori di oltre 100 differenti nazionalità, per un totale di circa 22 milioni di ore lavorative. Se l’avesse costruita un uomo solo, ci avrebbe impiegato circa 7.534 anni. 

La soluzione architettonica è firmata dallo studio Skidmore Owings & Merrill che ha sviluppato progettazione e ingegneria della torre, curando l’impatto dovuto alle forze del vento sulle sei facciate dell’edificio e la fattibilità del progetto. Si pensi che tra il piano terra e la vetta ci sono ben 6° C di differenza e che gli abitanti del 150esimo piano vedono calare il sole due minuti più tardi rispetto ai residenti dei piani bassi. Lo stesso studio di design americano si era occupato anche della realizzazione della Sear Tower (nota come Willis Tower) di Chicago e della Freedom Tower di New York. L’edificio di Dubai, studiato dall’architetto Adrian Smith, ha una linea più elegante e sottile. Per la forma del Burj Khalifa, gli architetti si sono ispirati all’Hymenocallis, un fiore tipico del deserto e molto diffuso a Dubai. Oltre all’eccellenza architettonica, anche gusto e ricercatezza nell’allestimento sono i punti di forza della torre dei record. I pavimenti sono in travertino, le pareti sono ricoperte da stucco veneziano, sposando l’eleganza europea con la tradizione araba. Gli interni sono arredati da Giorgio Armani, il quale ha anche acquistato alcuni piani del grattacielo per la realizzazione del suo hotel. Gli altri piani invece ospitano 700 appartamenti privati, tutti venduti entro otto ore dalla messa in vendita. Ai piani 124, 125 e 148 sono stati allestiti dei centri d’osservazione aperti al pubblico, chiamati At the Top.  È veramente emozionante mettersi in coda per prendere l’ascensore più veloce del mondo (18 m/s – 64 km/h) e raggiungere la postazione panoramica più alta del globo in meno di un minuto. Lo spettacolo è mozzafiato: ci si sente parte del cielo e la vista della città dall’alto è veramente pazzesca. 

Per godere ancora meglio del panorama sono stati installati due nuovi cannocchiali: uno, collegato a uno schermo LC, consente di vedere sia il panorama in diretta, sia immagini registrate in diverse ore del giorno o con differenti condizioni climatiche; il secondo permette di vedere la Dubai attuale e la città prima della costruzione dei mega grattacieli. Ritornando all’interno della struttura si trovano manifesti che ricordano un episodio della saga Mission Impossible, in cui Tom Cruise, senza controfigure, si è misurato con un’arrampicata al 123esimo piano su una parete di acciaio e vetro. Sempre all’interno è stata aperta una galleria d’arte che ospita opere provenienti da tutto il Medio Oriente. Le opere sono state scelte per essere un mezzo di collegamento tra diverse culture. Culture che sicuramente si danno appuntamento ogni giorno alle 13:00, 13:30 e tutte le sere tra le 18:00 e le 23:30, ogni 30 minuti, per assistere al vero spettacolo di Dubai: le fontane danzanti.

La Dubai Fontain, progettata da California-based WET (realizzatrice anche della fontana del Bellagio Hotel di Las Vegas), vanta il titolo di fontana coreografica più grande del mondo. Lunga 275m, ha un getto che può raggiungere i 150m d’altezza (pari a 50 piani di un edificio). Il circuito si compone di cinque cerchi, uniti da una striscia, che, tramite un meccanismo complesso, è in grado di far muovere l’acqua a suon di musica. A completare la coreografia ci sono 6.600 luci, 25 proiettori colorati e la vista del luccicante Burj Khalifa.Per accedere alle fontane e alla biglietteria di At the Top, è necessario entrare in un altro luogo da record: il Dubai Mall. Si tratta del centro commerciale più grande del mondo, con un’area complessiva di 700m x 600m, con 1.200 negozi di griffe di moda, un parcheggio che può contenere 14.000 auto e un afflusso che sfiora i 6 milioni di visite al giorno. Se non bastasse, al suo interno ospita anche gigantesche fontane in cui statue di tuffatori si lanciano nel vuoto, Dubai Dino (lo scheletro di un dinosauro rinvenuto in una cava nel Wyoming risalente a 155 milioni di anni fa), il Dubai Aquarium (uno degli acquari più grandi del globo) con una vetrata da record (32,8m x 8,3m) che ospita più di 33.000 esseri marini,  il Dubai Ice Rink (pista di pattinaggio più larga di una pista olimpionica), SEGA Repubblic con oltre 200 giochi d’intrattenimento, un simulatore di volo su Emirates A380 e il Reel Cinemas con 22 sale cinematografiche.La vera mission impossible è annoiarsi con tutte queste attrazioni! Incredibile pensare a come la capacità ingegneristica umana e la tecnologia abbiano vinto sulla natura ostile di questo territorio. Molti prodigi devono ancora essere realizzati (si parla addirittura della costruzione di una città condizionata con un’area di 4.45 km quadrati ricoperti da una cupola trasparente) e lo skyline è in continua evoluzione (circa il 24% delle gru del mondo si trova nella città emiratina). La cosa certa è che Dubai si è guadagnata a pieno titolo la reputazione di “città in cui tutto è possibile”, persino vincere la sfida uomo - natura.

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