chefchaouen

CIELO IN TERRA

La prima volta che sentii nominare Chefchaouen fu durante la solita merenda pomeridiana a base di msemmen e tè all’erba Luisa a Bouarfa. Mentre leggevo le notizie dall’Italia, notai che i miei amici continuavano a ripetere ‘’zarqa’’. Incuriosita, chiesi cosa fosse blu. Mi raccontarono di una città berbera molto lontana, famosa per l’olio d’oliva e il clima fresco, in cui il cielo e la terra non si distinguevano. Alla prima occasione decisi di partire: 6 ore di autobus, 9 di treno e altre 3 di gran taxi e finalmente arrivai. Capii subito che i mei amici non avevano esagerato definendo Chefchaouen ‘’la città in cui tutto è del colore del cielo’’. La prima volta che la visitai fui fortunata. Il turismo non era ancora ai livelli attuali e passeggiare tra la medina era una continua sorpresa. Negli stretti vicoli della medina c'erano solo gli abitanti del luogo e tanti gatti. Tutto era immerso in un celestiale silenzio blu. Negli anni a seguire, la fama della città si diffuse e il turismo fece il suo feroce ingresso. Gli scorci fotogenici, i prezzi ridotti, la vicinanza con Fes e la possibilità di acquistare ad ogni angolo marijuana, fecero sfuocare il blu mistico di Chefchaouen. Tuttavia, esistono dei momenti in cui si può ancora godere di un’atmosfera rilassata, come ad esempio durante la festività dell’Eid. Chefchaouen è una delle città più importanti per i berberi del Rif, la regione montuosa che va dallo Stretto di Gibilterra alla valle del Moulouya. Il nome Chefchaouen, deriva dalla parola berbera ‘’corna’’, poiché le due montagne che dominano la città sembrano due corna ovine. Le donne berbere di quest’area indossano degli abiti molto particolari e colorati. Ad una veste bianca lunga, abbinano un buffo cappello di paglia sormontato da tanti pompon colorati e una fascia di tessuto simile ad un grembiule, a righe bianche, nere e rosse. Solitamente le si vede scendere dai ripidi pendii che conducono a Chefchaouen per andare nei campi o nelle fabbriche di olio d’oliva. Il profumo penetrante dell’olio, l’ospitalità, la musica berbera, il buon cibo, la vista panoramica sulla medina dalla kasbah medievale, sono solo alcune delle sorprese che offre questo angolo di Marocco. Di cose da dire su Chaouen ce ne sarebbero ancora tante, ma vi dico solo che quando la conoscerete, il vostro cuore diventerà blu. Blu come questa città che è cielo in terra.

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