egitto: maktub

L’Egitto è un paese dal fascino irresistibile. È la terra dei faraoni, della vita dopo la morte e delle grandi spedizioni archeologiche. Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sognato di vedere le Piramidi o di entrare in una tomba egizia alla ricerca di una mummia ancora da scoprire. Questo è quello che pensiamo quando parliamo di Egitto. Ma quando si va in Egitto? I libri, i documentari e la passione per l'egittologia sono sufficienti? Certo! ...e invece no. La preziosità dei siti archeologici e la bellezza della natura, sono palesi e fuori discussione, ma l’Egitto non è solo questo. Viaggiando individualmente, si vede un lato oscuro del paese, un aspetto che solitamente viene taciuto, ma che invece è fondamentale descrivere per partire con consapevolezza. Come in tutti i paesi arabi, la contrattazione e la ricerca continua di trarre profitto dai turisti, sono molto diffuse. Fanno parte della cultura commerciale di questi territori e va rispettata. Se risulta divertente nel contesto di una medina, non lo è più quando si varcano i limiti dei siti archeologici. L’esagerazione, qualsiasi sia la sua natura, non è un fattore positivo. Venire seguiti, quasi pedinati, costantemente, ricevere continue richieste di denaro per i più improbabili motivi o permettersi di utilizzare toni poco pacati, non è di sicuro un bel biglietto da visita. A maggior ragione se a questa indole molesta si aggiunge un’evidente mancanza di rispetto per un patrimonio che è di tutti. Il popolo egiziano deve essere fiero di discendere da una delle civiltà più importanti della storia. Lo è, a parole. Nei fatti invece, lo da per scontato, non lo rispetta, non lo esalta. Sembra che nella terra dei faraoni esista un tacito assenso per cui ogni cosa debba andare da sola verso il proprio destino, poiché già scritto. La trascuratezza dei suoi siti (non mi riferisco a strumentazioni o apparecchiature costose, ma semplicemente alla pulizia) e la morbosità, lasciano intendere che gli egiziani sanno perfettamente che noi, stranieri di tutto il mondo, amiamo l'Egitto e che per questo, nonostante tutto, ci andiamo e ci andremo. Questo modo di pensare è sinonimo di accidia. Mai mi sarei aspettata di vedere turisti desiderosi di rientrare in hotel dopo aver visitato la Valle dei Re perché stanchi di essere seguiti da finte guide. Mai mi sarei aspettata di scrivere queste parole sull’Egitto, ma la trasparenza e la descrizione fedele sono un dovere per chi organizza e parla di viaggi. L’effetto sorpresa deve risiedere negli aspetti positivi, non nei difetti nascosti o taciuti. L’Egitto è entrambe le cose: lo splendore della sua storia antica e una situazione presente che rende stressante le visite ai patrimoni culturali. Davanti a questa evidenza, spetta al viaggiatore decidere in piena libertà e consapevolmente, se desistere o intraprendere il viaggio in un paese in cui tutto è già stato scritto, senza prendere in considerazione la possibilità di migliorare.

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