dendera

IL TEMPIO DEI MISTERI

A circa 76 km da Luxor si trova il Tempio di Dendera, un complesso templare da sempre avvolto dal mistero per la presenza di bassorilievi che hanno dato seguito a fantasiose congetture. Il tempio, costruito in onore della dea Hathor, venne distrutto e ricostruito più volte durante l’Antico Regno (2686-2181 a.C.). La struttura attuale risale all’epoca tolemaica tarda e romana ed offre una pianta un po' diversa dalle consuete. Al tempio principale, sono affiancate altre strutture di dimensione inferiore, tra cui spiccano per lo stile un edificio con un’abside romana e una cappella dedicata a Nectanebo, faraone della XXX dinastia. Il tempio principale mostra delle anomalie rispetto alla comune architettura dell’epoca. Tra le caratteristiche più peculiari dell'edificio, oltre alla mancanza del tipico cortile, vi sono l’uso di colonne ornate con teste hathoriche ed un gran numero di cripte sia lungo il perimetro principale dell’edificio, sia in un piano sotterraneo. Il colonnato, le ricche decorazioni delle pareti e i colori ancora vivaci, sono gli elementi più affascinanti del Tempio di Dendera. Oltrepassata la sala delle colonne, si entra in un labirinto di cripte rialzate che venivano utilizzate come magazzini per le cerimonie religiose. Sulle pareti del tempio è scritto che a Dendera vi erano 162 tipi di statue votive, che variavano per altezza e materiali: le più antiche di legno, le altre d'oro o di rame ricoperto da lamina d'oro con occhi incrostati e attributi in oro. La veridicità dell’iscrizione è stata confermata dal ritrovamento, avvenuto nel 1918, del cosiddetto "tesoro di Dendera", ovvero un gruppo di statue in foglia d'oro e d'argento con elementi in altri materiali. Solo il sovrano e i sacerdoti più alti di grado potevano entrare nelle cripte ove alloggiava la statua del dio per celebrare il culto giornaliero, consistente nell'apertura del naòs (cella) e in una serie di gesti e recitazioni che dovevano essere ripetuti sempre uguali ogni giorno. Dopo aver "svegliato" la statua del dio, il sacerdote ripeteva per quattro volte una formula di adorazione, quindi venivano deposte le offerte sugli altari e, terminato il pasto, iniziava la toilette della statua, che consisteva nel lavaggio, nel rinnovamento degli abiti, nel trucco e nella unzione della statua con olio chiamato mḏt. Infine erano portate al dio offerte di stoffe di lino fine, cinque grani di natron, cinque di un altro tipo di sale e cinque di resina; si aspergeva la stanza con acqua e con incenso, poi il naòs veniva richiuso e con esso anche la stanza. Le cripte sono presenti anche al livello sotterraneo del tempio. Questo labirinto ben nascosto a cui si accede attraverso una stretta botola, è divenuto celebre per la presenza di raffigurazioni di oggetti che hanno fatto a lungo discutere. Si tratta delle Lampade di Dendera, ovvero tre distinti bassorilievi che rappresentano simbolicamente il fior di loto associato al serpente, tradizionalmente legato ai miti egizi della creazione. Secondo altre teorie più fantasiose, si tratterebbe delle prime lampade elettriche della storia. Nonostante sia stato più volte ribadito dagli archeologi il vero significato simbolico di queste figure, le lampade sono tuttora oggetto di numerose congetture fantasiose. L’altro elemento che ha conferito al tempio un alone di mistero è lo zodiaco di Dendera, un bassorilievo con rappresentazioni astronomiche. Di questo particolare zodiaco, trasferito al Louvre nel 1828, resta una copia nella metà ovest del soffitto della stanza centrale della cappella est dedicata ad Osiride, posta sul tetto del tempio di Hathor. Il passo dall’astronomia all’astrologia, così come dalla realtà alla fantasia, è breve. Supposizioni a parte, l’unica certezza è che Dendera merita una visita sia per la bellezza del complesso templare, sia per ritrovare un po’ di ristoro dalla confusione di Luxor.

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