Fès-Meknès

LA FENICIA E LA SVIZZERA MAROCCHINE

Le città imperiali di Fes e Meknes sono state riunite nel 2015 in unica regione. Molto diverse tra loro, queste due realtà sono state unificate per ragioni di carattere economico. Entrambe, infatti, sono sedi di industrie alimentari, conserviere, tessili, meccaniche e del cuoio. Il periodo di massimo splendore delle due città imperiali fu tra il XIII e il XVI secolo, sotto i Merinidi, una dinastia che eresse importanti edifici ancora oggi visitabili. Tra i tratti distintivi di entrambe le città, sono la presenza di alte mura, madrase storiche e moschee tipiche dell'arte ispano-moresca, adorne di ceramiche, stucchi e legni scolpiti. Nonostante le similitudini economiche, storiche ed architettoniche, vi sono delle profonde differenze tra le due città. Fes viene spesso definita, erroneamente, come ''la Napoli del Marocco''. Il caos e le strette vie della medina, possono ricordare alcuni quartieri della bella Partenope, ma l’atmosfera è completamente differente. Se Napoli accoglie i visitatori con un sorriso e con l’arte, Fes lascia sotto shock: l'odore, i fiumi di immondizia, il traffico e i venditori che seguono i malcapitati turisti come ingombranti ombre, gettano tutti, marocchini inclusi, in uno stato confusionale. Si ha perennemente la sensazione di essere pedinati e talvolta truffati. Risulta difficile godere liberamente della bellezza di alcuni luoghi simbolo della città, come le boujloud, le celebri concerie. Le foglie di menta infilate nel naso per contrastare il forte odore e passare in rassegna la vasta gamma di colori naturali utilizzati per la tintura della pelle, non riparano dalle finte guide che, appositamente, tentano di far perdere l’orientamento. Anche la cosa più banale, come bere un tè o gustarsi una fetta di pastilla, diventano una lotta. Molto diversa è l’atmosfera di Meknes. Meno caotica di Fes e di dimensioni più ridotte, la città imperiale di Meknes è anche conosciuta come la città dei cento minareti. Fondata per scopi militari nel 1061, prende il nome dalla tribù berbera Meknassa che dominò la parte orientale del paese fin dal secolo VIII. La città ed in particolare la medina, sono una commistione tra architettura araba e spagnola. Le possenti mura che circondano la cittadella, furono costruite con materiali di recupero saccheggiati da un vicino sito archeologico romano. Questo sito è ancora oggi visitabile e si trova a poco più di 20 chilometri da Meknes. Volubilis è l’antica capitale della provincia romana di Mauretania. Dopo una fase di forte sviluppo in epoca romana, la città fu abbandonata attorno all'anno 1000 a causa di un violento terremoto. Non lontano da Volubilis, si trova un'altra cittadina molto importante sia dal punto di vista storico, che religioso. La città sacra di Moulay Idriss fu fondata ai piedi del Monte Zerhoun da un discendente di Maometto. Per questa ragione è considerata dai marocchini la seconda città santa dopo la Mecca. L’accesso al Mausoleo di Idriss I è interdetto ai non musulmani, ma la particolare forma a uovo della città e la presenza di minareti cilindrici, offrono un valido motivo per visitarla. Proseguendo verso sud, lasciando il frastuono delle città e dei pellegrini, si giunge in un’area poco conosciuta del Marocco. Il clima mediterraneo viene sostituito da un’atmosfera che si avvicina all’Europa sia per ragioni climatiche, che di stile di vita. La città di Ifrane, più volte ai vertici delle classifiche mondiali per la pulizia urbana e segnalata per la qualità delle sue università, è una cittadina anomala. Le medine lasciano posto a lussuosi complessi di chalet e i minareti delle moschee si tingono spesso di bianco a causa di copiose nevicate. Questa zona, chiamata comunemente ‘’la Svizzera Marocchina’’ sia per il clima, sia per la florida situazione economica, si trova a pochi chilometri da una riserva naturale che ricorda le foreste libanesi. Le province di Sefrou e Azrou ospitano, infatti, delle rigogliose foreste di cedri in cui si può interagire con numerose colonie di scimmie. Il contrasto tra la realtà caotica di Fes, le ridenti campagne di Meknes, le nordiche forme di Ifrane e la natura selvaggia di Sefrou e Azrou, è un climax ascendente di emozioni nel raggio di pochissimi chilometri.

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