banato e oltenia

UN PONTE TRA ORIENTE E OCCIDENTE

La storica regione di Banat, oggi divisa tra Serbia, Ungheria e Romania, rappresenta un buon punto di partenza per iniziare un viaggio alla scoperta di un’area poco conosciuta della Romania. Il centro principale del Banato romeno è Timișoara, detta anche la ''piccola Vienna'', una città nota per la storia industriale, tanto da essere stata la prima in Europa a dotarsi di lampioni elettrici. Dopo essere stata conquistata dagli Ottomani e dall'Impero austro-ungarico, nel 1920 venne inglobata nella Romania e fu una delle città più attive durante le rivolte del 1989 che portarono alla sconfitta del dittatore Nicolae Ceaușescu. La città è molto curata, ricca di giardini, chiese, negozi, case colorate e soprattutto di teatri. La tradizione musicale classica è molto radicata e la città ospita tantissimi eventi culturali e musicali durante tutto l'anno. Altro ingrediente che rende Timișoara unica, è il suo multiculturalismo: tedeschi, serbi, ungheresi, greci e romeni convivono pacificamente, rendendo il tessuto sociale ricco e stimolante. Anche molti italiani hanno deciso di aprire in questa zona molte attività, tanto che, vicino alla piazza principale della città, si trova la sede romena della Camera di Commercio italiana. A circa 150 chilometri dal centro di Timișoara si trova un’altra perla della regione del Banato. Circondato da fitte foreste, si nasconde un luogo fiabesco in cui limpide acque si gettano dalla montagna, formando una serie di cascate chiamate Bigar. Con il primo posto nella classifica delle ''Otto cascate uniche al mondo'', la Izvorul Bigar colpisce sia per la sua bellezza, sia per la tragedia popolare da cui ha preso il nome. La leggenda narra che una donna desiderasse diventare madre, senza però riuscirci. Presa dalla tristezza, iniziò a vagare tra i boschi che costeggiano il fiume Nera. Una maga che viveva nascosta tra la vegetazione, si presentò alla donna e la mandò ad una misteriosa fonte assicurandole che, se avesse bevuto dell'acqua da quel luogo, avrebbe avuto una figlia. Unica condizione: la bambina, raggiunta la fanciullezza, non avrebbe dovuto innamorarsi, altrimenti l'incantesimo sarebbe svanito. La donna accolse l’aiuto della maga e, nove mesi dopo, partorì una bellissima bambina che crebbe sana e forte fino all'adolescenza. All'oscuro del sortilegio della maga, la ragazza si innamorò di un ragazzo di nome Bigar. Quando il padre ne venne a conoscenza, la imprigionò in una grotta. ll suo pianto attirò la maga che, impietosita dalle sue pene d’amore, le rivelò le circostanze della sua nascita e il vincolo dell'incantesimo. L'unica soluzione per porre fine a questa sofferenza, era la morte: la maga avrebbe trasformato i suoi lunghi capelli in una cascata che si sarebbe riempita con le sue lacrime e il suo innamorato, richiamato dalla sua voce, l'avrebbe trovata ed amata in un abbraccio mortale. La ragazza acconsentì pur di vivere libera il suo amore. Fu trasformata in una bellissima cascata e Bigar, sentendo la sua voce tra lo scroscio dell’acqua, si tuffò per cercarla e morì annegato. Da allora i due ragazzi vivono il loro amore tra le acque di questa cascata che da lui prese il nome. Spostandosi verso sud, le foreste lasciano spazio ai piccoli paesini coloratissimi dell'Oltenia. Detta la ''piccola Valacchia'', questa zona della Romania conserva un'anima tradizionale che ha saputo coesistere, e a volte fondersi, con la vicina Serbia, grazie alla presenza del Danubio. Sul confine si trovano le Porte di Ferro, una serie di gole profonde e impervie che segnano il passaggio dai Carpazi meridionali ai Monti Balcani. Sulla sponda romena del Danubio, si erge maestosa ed imponente la statua di un grande re vissuto 2000 anni fa. Si tratta di Decebalo, l'ultimo re dei Daci, un'antica civiltà indoeuropea insediata sulla destra del basso Danubio. Dopo aver difeso a lungo il regno dalle incursioni romane, Decebalo fu sconfitto da Traiano che, in segno di vittoria, fece incidere una tabula sulla riva serba del Danubio. La maestosa statua di Decebalo, realizzata nel 1993 dall'architetto Costantino Dragan, con i suoi 128 metri di altezza vuole rendere omaggio ad un re che ''preferì togliersi la vita piuttosto che deporre le armi ai piedi del nuovo imperatore'' (cit. Dragan). La posizione in cui è stata eretta, rafforza il ricordo di un re fiero e coraggioso che ha strenuamente difeso la propria terra. La storia di Decebalo e di Bigar, sono solo alcune delle tante storie popolari che rendono ancora più speciali l'Oltenia e il Banato, due regioni in cui la bellezza della natura e la magia della tradizione, contrastano con i ricordi cupi della dittatura e con il dramma moderno dell'esodo verso l'Europa. 

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